In un messaggio, a firma del cardinale Pietro Parolin, inviato ad seminario on line sulla tratta organizzato dalla Conferenza episcopale argentina, il Pontefice incoraggia lo sradicamento di questa piaga sostenendo i percorsi di aiuto e supporto alle vittime

Isabella Piro – Città del Vaticano

“Un flagello che ferisce la dignità dei fratelli e delle sorelle più deboli”: così Papa Francesco definisce la tratta di esseri umani in un messaggio, a firma del cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, inviato alla Commissione Giustizia e pace della Conferenza episcopale argentina. L’organismo, attraverso la sua speciale équipe “No alla tratta”, ha tenuto infatti un seminario on line in occasione della Giornata mondiale contro il traffico di esseri umani, celebrata ieri, 30 luglio. “L’epoca contemporanea – si legge nel messaggio pontificio – è tristemente marcata da una prospettiva utilitaristica che guarda al prossimo secondo i criteri di convenienza e di tornaconto personale, troncando così il cammino verso la realizzazione dell’umanità di ciascuno, in conformità con la sua unicità e il suo essere irripetibile”.

30/07/2020

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Sradicare la piaga della tratta

“Nel conteso di questa drammatica e persistente situazione di commercializzazione rappresentata dalla tratta di persone, nelle sue molteplici forme – prosegue il testo – il Papa incoraggia l’impegno nello sradicamento totale di questa piaga” e “sostiene gli sforzi per aiutare i sopravvissuti e collaborare in modo decisivo alla costruzione di percorsi che conducano al bene comune e alla piena realizzazione della vita umana”. Il messaggio si conclude con la benedizione e l’invocazione alla Vergine di Luján. Intitolato “Insieme contro la tratta di esseri umani”, il seminario on line si è svolto sulla piattaforma Zoom alla presenza virtuale di oltre 600 partecipanti, in rappresentanza di diversi settori attivi contro la tratta, come la magistratura, le politiche pubbliche, le organizzazioni per il sociale e, naturalmente, la Chiesa. “Il periodo di pandemia e di isolamento sociale obbligatorio, dovuto al Covid-19 – hanno detto gli organizzatori dell’evento – non ha impedito le nostre attività. Da un lato, è aumentata l’opportunità di connettersi con più persone, provenienti da luoghi diversi, e dall’altro è cresciuta la necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema, poiché le circostanze attuali, che purtroppo formano maggiori sacche di vulnerabilità, favoriscono l’aumento dello sfruttamento delle persone”.