Il cardinale patriarca di Gerusalemme dei Latini sottolinea la necessità di concedere alle popolazioni di “vivere una vita dignitosa”. A Gaza la situazione è devastante, mancano le medicine, e si continua a morire per le bombe. L’appello ai pellegrini a tornare in Terra Santa

Francesca Sabatinelli – Mar Morto

C’è sempre una linea rossa che le autorità politiche non riescono a superare, ed è quella imposta dal desiderio delle popolazioni “di vivere una vita dignitosa”. Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei latini, legge quanto sta accadendo in Iran, le manifestazioni dei cittadini duramente represse, come l’esplosione del bisogno di coloro che reclamano pace, giustizia e dignità, in Iran come altrove, come in Terra Santa. L’augurio del porporato è che “si trovino soluzione pacifiche, che la situazione non degeneri. Sicuramente, però, nessuno può ignorare il desiderio di vita, di giustizia, che è parte integrante della coscienza di ogni persona”. Il cardinale è in queste ore in Giordania, sul Mar Morto, per un incontro di dialogo e di aggiornamento che riunisce una sessantina di sacerdoti del Patriarcato latino, e al quale sono presenti, oltre al patriarca, anche tre vescovi, il vicario per la Giordania monsignor Iyad Twal, quello per Gerusalemme e Palestina, monsignor William Shomali (che è anche vicario generale) e quello per Israele, monsignor Rafic Nahra.