Guerre e carenze nei finanziamenti fanno salire il numero delle persone fuori dal sistema educativo. “I bambini sono consapevoli di quanto per loro la scuola rappresenti uno spazio unico di opportunità”, evidenzia ai media vaticani Elena Modolo, global education expert di WeWorld, organizzazione umanitaria che in occasione della Giornata odierna ha diffuso l’Atlante dell’educazione

 Valerio Palombaro – Città del Vaticano

Guerre, sfollamenti, povertà, cambiamenti climatici, discriminazioni, diseguaglianze e carenza di finanziamenti: sono le principali cause del mancato accesso alle scuole per 278 milioni di bambini nel mondo. Dal Sudan lacerato dal conflitto, dove Save the Children stima che la metà dei bambini non ha potuto accedere alle scuole nei quasi tre anni di guerra civile, ai tanti altri contesti difficili diffusi nei cinque continenti. «L’istruzione è un diritto umano e un trampolino verso maggiori opportunità, dignità e pace», ha dichiarato il segretario generale dell’Onu, António Guterres, nel messaggio per l’odierna Giornata internazionale per l’educazione.

L’Atlante di WeWorld

Ucraina, Moldova, Libano, Palestina, Mozambico, Tanzania, Benin, Mali, Cambogia e Siria, sono alcuni dei Paesi dove opera l’organizzazione umanitaria WeWorld, che in occasione della ricorrenza odierna ha pubblicato il nuovo Atlante sull’educazione intitolato “Learning Out Loud”. Nonostante l’importanza decisiva delle scuole per il futuro dei giovani e delle società, quello dell’istruzione è uno dei settori più sottofinanziati a livello globale: nel 2025 è stato coperto solo il 24% dei fondi necessari. Senza un’inversione di rotta entro la fine del 2026, in un contesto segnato purtroppo anche da numerose guerre, il numero dei bambini fuori dalla scuola è destinato a salire da 272 a 278 milioni.  «Siamo in un contesto di grandi tagli agli aiuti internazionali, mentre i bisogni stanno aumentando: questo influisce fortemente sulla possibilità di garantire un’educazione adeguata nei contesti più vulnerabili», afferma ai media vaticani Elena Modolo, global education expert di WeWorld, denotando in particolare come le numerose “crisi protratte”, come quella siriana, «minano per milioni di bambini l’accesso a un percorso educativo di qualità».