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"I migranti sono una risorsa, un arricchimento per la nostra società"
(Papa Francesco)

Nata nel 1969 per opera di Padre Renato Bresciani, l’Associazione celebra il suo giubileo attraverso incontri, eventi e seminari che si svolgeranno nel corso di tutto il 2019. Con l’obiettivo di poter proseguire al meglio il suo cammino a favore dei migranti.

Il primo appuntamento di questo Giubileo si è tenuto a Roma nelle sale di Palazzo Poli il 23 gennaio (qui una cronaca dell’incontro)

Sul tema dell'incontro - Un’avventura della solidarietà - si sono confrontati  Padre Venanzio Milani, (presidente dell’ACSE), l’onorevole Francesco Rutelli e il senatore Luigi Manconi.  Hanno partecipato anche Francesco Scoppola (direttore generale educazione e ricerca – Mibac), Paolo Masini (presidente Roma BPA) e Amedeo Piva che ha introdotto e coordinato i vari interventi.

Ad arricchire l'evento le testimonianze di collaboratori dell’ACSE e di immigrati di ieri e di oggi: Anna Maria Biagiotti, Ahmed Adem, Ali Ehsani, Sr. Maria Rosa Venturelli.

Ha partecipato la presidente del municipio Roma I, Sabrina Alfonsi.

Nei prossimi giorni pubblicheremo foto e video di questo primo evento del Giubileo dell'ACSE.

Prossimi appuntamenti

28 febbraio "Gi attuali scenari della salute dei migranti"

25 marzo    "L'accoglienza che rigenera"

18 maggio   "Serata musicale"

Un’ avventura della solidarietà.

Nel 1969, a Roma, nasceva l’Acse, l’associazione comboniana a servizio di emigrati e profughi, ad opera di padre Renato Bresciani, un missionario comboniano che aveva operato in Sud Sudan da dove era stato espulso perché aveva fatto “causa comune” con la gente.

L’Acse è un’associazione di missionari e missionarie comboniani e laici che al suo inizio svolgeva un’attività a favore soprattutto di studenti sudanesi, per diventare poi un servizio per emigranti e profughi da tutto il Sud del mondo.

  1. Giovanni Paolo II l’ha definita “una vera iniziativa di frontiera e scuola per operatori sociali che, a loro volta, avrebbe ispirato altre iniziative analoghe”. In un secondo tempo nacquero a Roma la Caritas, la Comunità di Sant’Egidio, il Centro Astalli… quali espressioni evangeliche della fantasia della carità.

Padre Bresciani per questo servizio tentò di coinvolgere istituti religiosi, Chiesa locale e anche la politica con alcuni buoni risultati. Ripetendo una frase cara a Paolo VI, diceva che “è la missione che viene a noi”. Accoglieva tutti i migranti, singoli e famiglie. Negli anni ‘80 hanno frequentato il centro Acse dalle 10 alle 13.000 provenienti da circa 100 paesi diversi. L’Associazione, a Roma, ha cambiato nel tempo ben 11 sedi, prima di averne una fissa, nel 1983, in via del Buon Consiglio.

I servizi dell’ACSE, resi da volontari, nei primi tempi erano molteplici: assistenza sanitaria, assistenza burocratica e traduzioni, ricerca alloggi e collocamento, buoni pasto, offerta di sussidi per viaggi e rimpatri, deposito bagagli e documenti, recapito postale…

 

In seguito, l’attività a sostegno dei migranti, sempre nel segno del volontariato, è proseguita, arricchendosi nel tempo di servizi offerti con crescente professionalità. L’Acse è stata la prima a iniziare in Italia una scuola di informatica per migranti con il rilascio della certificazione ECDL. Dal 1997 gestisce un ambulatorio odontoiatrico per migranti. Tiene corsi di lingua italiana, differenziati per livelli, che permettono di effettuare in sede gli esami di lingua dell’Università per stranieri di Perugia. Offre inoltre corsi di lingua inglese. Rende servizi per la ricerca di lavoro, l’assistenza legale, il ritorno volontario assistito, la distribuzione di alimenti, il sostegno a studenti universitari con borse di studio e assicura un servizio pastorale. L’Associazione assiste oggi complessivamente oltre 1.500 migranti l’anno.

Tutto questo nel quadro delle trasformazioni in atto dei flussi migratori nel mondo e in particolare in Italia, e quindi dei nuovi bisogni e domande che ne derivano, allo scopo di accrescere gli strumenti per l’essenziale fase dell’accoglienza e dell’integrazione civile e culturale del migrante.

Per celebrare il giubileo dell’associazione si sono programmate alcune iniziative.

La prima è stata un incontro sul tema “Un’avventura della solidarietà” che si è svolto il 23 gennaio a Palazzo Poli di Roma cui hanno partecipato Francesco Scoppola e Paolo Masini per i saluti e l’accoglienza. Padre Venanzio Milani, in qualità di presidente dell’Acse, ha presentato l’associazione nella sua storia e nelle sue attività, seguito da alcune testimonianze di soci e migranti dei primi tempi e di oggi.  A sottolineare l'importanza dell'impegno dell'ACSE, l’intervento dell’on. Francesco Rutelli che conobbe e aiutò padre Renato Bresciani. Ha concluso l'incontro la conferenza del sen. Luigi Manconi sulla situazione dell’immigrazione oggi. Amedeo Piva ha moderato l'incontro.

Altri eventi - di cui vi daremo notizia su questo sito -  accompagneranno la celebrazione giubilare nel corso di tutto il 2019.

 

Per informazioni

milaniven@gmail.com; cell. 349 1926644

acse, via del buon consiglio, 19 00184 Roma ;  segreteria.acse@gmail.com ; www.acsemigranti.org ; tel. 06 6791669

Ministro Salvini, disinneschi la violenza verbale

La tragica fine della giovanissima Desirée Mariottini, trovata morta il 19 ottobre in un casolare abbandonato nel quartiere di San Lorenzo a Roma, esige che venga fatta giustizia e che i colpevoli siano presto identificati e processati. Tuttavia riteniamo perverso ogni tentativo di strumentalizzazione della sua morte, in modo specifico per attaccare gli immigrati.   

Per questo motivo ci sentiamo indignati e sgomenti per il linguaggio usato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che con un tweet ha definito «verme», l’immigrato africano arrestato a Foggia il 26 ottobre scorso perché sospettato, con altri tre stranieri, di aver drogato, stuprato e ucciso la giovane Desirée Mariottini.

Reputiamo l’epiteto “verme” offensivo e denigratorio nei confronti della persona arrestata sulla quale si vuole insinuare che abbia una responsabilità criminale prima ancora di essere processata.

Inoltre, non si può negare che l’associare la parola verme a immigrato comporta il pericolo reale di fare emergere sentimenti di odio razziale e istigare atti di violenza verso gli stranieri nel nostro paese, in modo particolare verso gli africani.

Il brutale pestaggio a Brindisi, lo scorso 19 ottobre, di due immigrati africani per mano di due italiani è l’ennesimo episodio di una catena di atti di intolleranza e di violenza che sono andati moltiplicandosi negli ultimi tempi sull’onda di pronunciamenti xenofobi da parte di autorità civili ed esponenti della politica.

Condividiamo, pertanto, la preoccupazione di tanti fratelli e sorelle neri che nell’Italia di oggi si sentono più insicuri. In pubblico o per strada, temono che per il semplice fatto di avere la pelle scura possano diventare bersaglio di aggressioni razziste.

Chiediamo, quindi, al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di evitare nei suoi pronunciamenti parole che possano fomentare l’odio e la violenza razziale al fine di stemperare le tensioni sociali nel nostro paese e non aggravare la già difficile relazione tra italiani e la comunità immigrata.

I missionari comboniani in Italia