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In occasione dell’odierna Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, un rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International presenta una proiezione di come, nel 2026, si sprecheranno in media 554 grammi di cibo a persona ogni settimana

di Matteo Frascadore

In Italia, nel 2026, si sprecano in media 554 grammi di cibo a persona ogni settimana (80 g al giorno). La proiezione annuale di questo dato porta a una perdita di oltre cinque milioni di tonnellate di alimenti, con uno spreco domestico stimato in più di sette miliardi di euro, a fronte di un totale di circa tredici miliardi. Quattro di questi derivano dalla distribuzione. I dati provengono dal Rapporto “Il caso Italia 2026” a cura dell’Osservatorio Waste Watcher International, realizzato in collaborazione con la campagna Spreco Zero, l’Università di Bologna – DISTAL, Last Minute Market e Ipsos-Doxa, e diffuso in occasione della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare. Numeri preoccupanti che, tuttavia, esprimono alcuni miglioramenti. Rispetto al 2025 è in calo sia lo spreco di soldi che di cibo. Ad oggi, solo il 14% delle famiglie spreca il cibo.

Sprechi e insicurezza alimentare

Il lato peggiore emerge con il confronto tra i numeri che riguardano gli sprechi e quelli che descrivono l’insicurezza alimentare, ovvero l’accesso, la disponibilità e l’utilizzo del cibo in quantità e qualità adeguate a condurre una vita sana e attiva.

Rispetto al 2025, infatti, risulta essere in crescita la percentuale di popolazione che vive questo disagio (14,36%, +0,5 rispetto all’anno precedente). In Italia quasi tre milioni di famiglie non riescono ad avere una dieta sana e sono circa sei milioni le persone coinvolte, secondo i dati provenienti da un’analisi della Onlus “Azione contro la fame”. A livello territoriale, è il Mezzogiorno a subire il peggioramento più grande, con un aumento del 26% di abitanti in condizione di insicurezza alimentare.

Fenomeno in crescita tra la gen Z

Si tratta di un fenomeno cresciuto prevalentemente tra i giovani della generazione Z (50% in più). Un dato che fa riflettere se si considera che, sempre secondo il report di Waste Watcher International, proprio la generazione Z risulta essere la fascia d’età che spreca più cibo in assoluto. Si tratta di una media di quasi 800 grammi a settimana contro i 352 della generazione dei Boomers, i 478 della generazione X e i 750 della generazione dei Millennials. L’obiettivo dell’Agenda 2030 è di contenersi entro uno spreco di 369 grammi di cibo a settimana e la generazione dei Boomers è l’unica a rientrare in questo range. A sfavore dei più giovani vi è l’inconsapevolezza: tendono a dimenticare più facilmente il cibo, sbagliano quantità e hanno meno capacità di riutilizzare gli avanzi.