Per il cardinale Fabio Baggio, sotto-segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, “il mondo non si è certamente dimenticato del tema delle migrazioni, come dimostrano i numeri che spiegano sempre di un fenomeno in continuo movimento. Le migrazioni di massa sono frequenti e popolano il nostro terzo millennio. L’unica cosa è cominciare a lavorare bene per un governo delle migrazioni, che sia su un tavolo multilaterale in cui ci siano tutti seduti, in cui si possa prevedere un governo delle migrazioni a favore di tutti, sia di coloro che accolgono sia di coloro che si spostano. Noi come di Dicastero abbiamo cercato di mettere in moto dall’inizio, con la creazione della sezione migranti e rifugiati, una serie di attività di lavoro sinergiche tra tutte le realtà ecclesiali che stanno lavorando sul territorio. Ci accorgiamo che la risposta delle Chiese locali è stata davvero meravigliosa ed è per questo che vogliamo continuare a rafforzare questo schema di alleanze che vengono a crearsi proprio a livello di popolazioni locali, Chiese locali, agenti pastorali locali”.

Perego, vergognoso far morire le persone in mare
Il presidente della Fondazione Migrantes, monsignor Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa, indica la necessità di rivedere le politiche europee. “L’azione di Frontex – sottolinea – che doveva essere un’azione di supporto al soccorso, in realtà sta diventando di supporto a quegli accordi con la Libia e con la Tunisia e quindi ai respingimenti, mentre stiamo vedendo come il soccorso sia ancora un’emergenza grave. Così come emergenza grave sono mille morti in tre mesi che non si sono mai avuti dal 2017, quando erano 36.000 le persone che attraversavano il Mediterraneo. Lasciar morire la gente, come abbiamo visto in questo triduo pasquale, in mare è certamente un fatto vergognoso per la politica europea, ma anche per l’Italia”.