Le truffe sul decreto flussi hanno fatto aumentare le persone che restano lì senza riparo e dormono sui marciapiedi: per evitarlo basterebbe poco
– di Angelo Mastrandrea –
Alle 7 di mattina davanti ai cancelli ancora chiusi dell’ufficio immigrazione della questura di Roma ci sono due code formate da centinaia di persone. La prima, più numerosa, è quella delle persone arrivate da tutta la città e dalla provincia per chiedere, ritirare o rinnovare il permesso di soggiorno, per segnalare un cambio di domicilio o di residenza, oppure per sbrigare qualche altra pratica. La seconda è quella delle persone che vogliono fare domanda di protezione internazionale. I primi si sono messi in coda dalle 4 del mattino, i secondi attendono che li facciano entrare anche da tre o quattro giorni. Nell’attesa hanno dormito su dei cartoni, avvolti nelle coperte portate dalla Croce Rossa e rannicchiati perché i marciapiedi sono troppo stretti. Non hanno servizi igienici né alcun riparo.



