Il cardinale segretario di Stato presiede una Messa per la pace ad Haiti presso la Cappella Sforza della Basilica di Santa Maria Maggiore. Nell’omelia, esorta a non restare indifferenti di fronte alle sofferenze del mondo: “Dio ascolta il grido di tutte le vittime dell’ingiustizia e della miseria”, comprese quelle che nel Paese caraibico “aspirano a una presenza libera dalla violenza”
“Che la pace regni per sempre ad Haiti”. È l’auspicio che si leva contro l’indifferenza di fronte alle sofferenze del popolo caraibico e di tanti altri nel mondo, vittime di guerre e tratta di esseri umani: due piaghe che, spesso alimentate da interessi personali e disumani, devastano intere comunità. Con queste parole il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha invocato la fine delle violenze ad Haiti durante una Messa celebrata nel pomeriggio di oggi, 9 maggio, presso la Cappella Sforza della Basilica di Santa Maria Maggiore. Alla celebrazione eucaristica ha preso parte anche il primo ministro del Paese, Alix Didier Fils-Aimé, ricevuto questa mattina in udienza da Papa Leone XIV.
La crisi di Haiti
Dal 2021 Haiti affronta una crisi senza precedenti legata alla violenza delle bande criminali. Sono 1,4 milioni le persone sfollate a causa dei gruppi armati che da anni devastano il Paese. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, nel solo 2025 oltre 5.500 persone sono state uccise e più di 2.600 ferite. Numeri che descrivono una realtà richiamata dal cardinale anche nell’omelia, pronunciata in lingua francese: c’è bisogno di una pace che “non è come quella che ci offre il mondo”, troppo spesso imposta attraverso “la violenza e l’inganno”.
09/05/2026
Il primo dono del Risorto
La riconciliazione invocata dal porporato è quella desiderata da Gesù, con cui “si è presentato davanti alla comunità ecclesiale dopo la sua Resurrezione”, orientando i primi passi della comunità dei credenti. È questo, dunque, il “primo dono” del Risorto e il “segno della sua presenza”. Accoglierlo, ha spiegato Parolin, implica la missione di costruire la comunione. “Là dove c’è Cristo, regna la pace”. Una riconciliazione che, tuttavia, “non può essere imposta”, ma proposta e liberamente accolta da ciascuno.
Il bisogno di pace del mondo
La pace, quindi, non coincide soltanto con l’assenza di conflitti, ma affonda le sue radici “nell’accoglienza di Cristo e nella dignità dell’uomo”, parlando per questo anche ai non credenti. “Osservando l’attuale situazione internazionale”, ha affermato Parolin, “possiamo tutti riconoscere quanto il nostro mondo abbia bisogno della presenza di Dio e, di conseguenza, del dono della pace”.
Dio ascolta le suppliche
Di fronte a tante tragedie, il cardinale ha voluto offrire una rassicurazione: “Dio ascolta il grido di tutte le vittime dell’ingiustizia e della miseria che, in ogni parte del mondo, elevano a lui le loro suppliche”. Non restano dunque inascoltate le aspirazioni di quanti, ad Haiti, desiderano “una convivenza libera dalla violenza, dove possano vivere come fratelli e sorelle”.

