All’udienza generale il Papa richiama i cristiani all’unità, a non creare separazioni e differenze sociali fra i due sessi. Il Papa ricorda anche i nuovi schiavi di oggi e come le donne non abbiano le stesse opportunità

Da qui la chiamata a vivere una nuova vita riscoprendo la bellezza di essere figli di Dio, fratelli e sorelle tra di noi perché inseriti in Cristo.

Le differenze e i contrasti che creano separazione non dovrebbero avere dimora presso i credenti in Cristo. La nostra vocazione è piuttosto quella di rendere concreta ed evidente la chiamata all’unità di tutto il genere umano. Tutto quello che esaspera le differenze tra le persone, causando spesso discriminazioni, tutto questo, davanti a Dio, non ha più consistenza, grazie alla salvezza realizzata in Cristo. Ciò che conta è la fede che opera seguendo il cammino dell’unità indicato dallo Spirito Santo.

Anche oggi ci sono milioni di nuovi schiavi

Con audacia S. Paolo afferma, che quella ricevuta con il Battesimo è un’identità talmente nuova da prevalere rispetto alle differenze, notando che “si leggono spesso con troppa fretta” le sue espressioni, “senza cogliere il valore rivoluzionario che possiedono”. Un insegnamento, quello di Paolo, che poteva anche “suonare come eretico”, rimarca il Papa riferendosi a quanto l’Apostolo scriveva riguardo al fatto che in Cristo “non c’è Giudeo né Greco” e questo equivaleva a “un’autentica sovversione in ambito etnico-religioso”.

Anche la seconda uguaglianza, tra “liberi” e “schiavi”, apre prospettive sconvolgenti. Per la società antica era vitale la distinzione tra schiavi e cittadini liberi. Questi godevano per legge di tutti i diritti, mentre agli schiavi non era riconosciuta nemmeno la dignità umana. Questo, anche succede oggi: tanta gente nel mondo, tanta, milioni, che non hanno diritto a mangiare, non hanno diritto all’educazione, non hanno diritto al lavoro: sono i nuovi schiavi, sono coloro che sono alle periferie, che sono sfruttati da tutti. Anche oggi c’è la schiavitù: pensiamo un poco a questo. Noi neghiamo a questa gente la dignità umana.

Riaffermare uguaglianza sociale fra uomo e donna

L’uguaglianza in Cristo supera anche “la differenza sociale tra i due sessi, stabilendo un’uguaglianza tra uomo e donna allora rivoluzionaria e che c’è bisogno di riaffermare anche oggi”, rimarca.

Quante volte noi sentiamo espressioni che disprezzano le donne! Quante volte abbiamo sentito: “Ma, no, non fare nulla, [sono] cose di donne”. Ma guarda che uomo e donna hanno la stessa dignità, e c’è nella storia, anche oggi, una schiavitù delle donne: le donne non hanno le stesse opportunità degli uomini. Dobbiamo leggere quello che dice Paolo: siamo uguali in Cristo Gesù.

Paolo, dunque, afferma “la profonda unità che esiste tra tutti i battezzati, a qualsiasi condizione appartengano, perché ciascuno di loro, in Cristo, è una creatura nuova”.