Non può prevalere una concezione puramente mercantilistica. Non si possono accettare privatizzazioni improprie. Ecco il messaggio più politico della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. Ecco la Chiesa italiana che ricordando la settantesima Giornata del Ringraziamento (si celebra domenica 8 novembre e il tema è proprio l’acqua benedizione della terra) riflette sul valore di questo bene e rilancia un allarme: «Quando l’acqua manca è la vita a soffrirne».

I numeri fanno subito capire. «Entro il 2050 aumenterà la richiesta d’acqua e diminuirà l’offerta», spiega la professoressa Alessandra Vischi dell’Università cattolica di Brescia che subito sottolinea l’importanza della sfida educativa: «Senza acqua non c’è futuro e non c’è sviluppo dignitoso».

Una considerazione di papa Francesco: non c’è consapevolezza della gravità della situazione. «L’acqua per molti c’è sempre. Per molti è un bene inesauribile. Non è così. L’acqua non è inesauribile».

Giovanni Lobello di Terra Viva Cisl insiste: «Serve una nuova cultura dell’acqua che parta dall’educazione. Dal vivere quotidiano. Serve uno sforzo della scuola e delle parrocchie per creare la giusta consapevolezza. Serve un impegno della politica perché non abbiamo un dovere rispetto alle nuove generazioni».

428 litri Il prelievo giornaliero di acqua per abitante in Italia, ma il 48% non arriva nemmeno nelle abitazioni per anomalie nella rete idrica. Il consumo giornaliero è di 220 litri 

4,6 miliardi di metri.  Questa l’enorme quantità di acqua che si spreca ogni anno in Italia. Il nostro Paese è fanalino di coda in Europa per il target 6.4 degli obiettivi Onu (efficienza idrica)

«L’Istat ha registrato un tasso di dispersione medio pari al 47% dell’acqua immessa nelle reti idriche». Poi una seconda annotazione: «In Italia abbiamo disponibili quantità acqua superiori a quelle che vanta metà della popolazione cinese». Ma forse anche una scarsa sensibilità. In Germania: «Già trent’anni fa, le case avevano sistemi di recupero dell’acqua piovana.”

2,7 milioni. Le famiglie alle prese con irregolarità nel servizio di erogazione dell’acqua potabile in Italia; nel 65% dei casi si trovano nelle Regioni del Mezzogiorno