“Uomini e donne dunque alla ricerca “del bene degli altri”, i fratelli e le sorelle “più lontani, meno fortunati, più svantaggiati, con meno opportunità di voi, eppure altrettanto amati da Dio e dotati di dignità”. Così il Papa nel suo discorso, in cui attinge più volte all’Esortazione apostolica Evangelii gaudiuma partire proprio dal concetto che è l’amare e il sentirsi amati da Dio a provocare in noi il “desiderio di avere a cuore gli altri”:

“Confessare che Gesù ha dato il suo sangue per noi ci impedisce di conservare il minimo dubbio circa l’amore senza limiti che nobilita ogni essere umano. Ogni essere umano è degno. Ogni essere umano è per me fratello o sorella. Vi invito, quando siete nel vivo della vostra missione, con la vostra relazione personale al Signore e con la vostra vita di fede, a conservare intatto lo stupore, il fascino, l’entusiasmo di vivere il Vangelo della fraternità. Ne abbiamo bisogno nei momenti più difficili di solitudine, di scoraggiamento, di delusione…”

Testimoni di tenerezza e compassione per un mondo più bello

Di fronte a questo impegno che segna la vita dei volontari FIDESCO da quaranta anni, il Papa esprime il suo grazie, per la missione incarnata con “tenerezza e compassione” e per la testimonianza “resa a Cristo”, e incoraggia tutti a perseverare su questa strada costruendo un mondo più bello, e rafforzando la costruzione del Regno di Dio:

“La vostra azione di solidarietà è infatti orientata allo sviluppo integrale delle persone, alla cura non solo dei loro bisogni materiali ma anche della loro integrazione sociale, della loro crescita intellettuale, culturale e spirituale, dando a ciascuno la propria dignità. Vi incoraggio a perseverare su questa strada, rimanendo radicati nella dottrina sociale della Chiesa. È più che mai importante, oggi, che i fedeli di Cristo siano testimoni di tenerezza e di compassione. Ascoltare il grido dei poveri che risuona dentro di sé, lasciarsi provocare dalla sofferenza degli altri e decidere di andare lontano per toccare le loro ferite – che sono le ferite di Cristo – non solo ci fa partecipare alla costruzione di un mondo più bello, più fraterno, più evangelico, ma rafforza la Chiesa nella sua missione di affrettare l’instaurazione del Regno di Dio.