Oggi ci sono 785 milioni di persone che non dispongono di una fonte di acqua potabile 2 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienici di base. Inoltre, se fiumi, laghi e zone umide del mondo continuano a essere degradati e le pressioni antropiche sulle risorse idriche globali continuano ad essere insostenibili, si stima che entro il  2050 il 51% della popolazione e il 46% del PIL globale saranno soggette ad alto rischio idrico.

Sono necessari adeguati investimenti sia statali che privati per evitare che la crisi idrica produca devastanti effetti economici, sociali e politici. Anche per le imprese. La sicurezza idrica dovrebbe costituire una delle priorità di investimento, dal momento che i rischi correlati sarebbero superiori di 5 volte rispetto alle spese per le azioni di mitigazione. Inoltre, oltre alla gestione del rischio, attività sempre più richiesta dagli investitori, ci sarebbero le opportunità di business e lo stimolo allo sviluppo economico, creando posti di lavoro, contribuendo a una ripresa economica verde post-Covid a breve termine e resiliente a lungo termine.