(Le Big Bags da 160-170 tonnellate ciascuna contenenti i tappi di plastica.)

Da Villaciambra a Juba, un viaggio lungo 5mila chilometri per realizzare il reportage “Open Caps”: tonnellate di tappi raccolte, vendute, riciclate, finanziano borse di studio a ragazzi di questo Paese africano ancora martoriato da crisi di vario genere che attraverso l’istruzione ritrovano speranza e possibilità di vita. Marta Genova: la Laudato si’ ci insegna che tutto è possibile se siamo insieme

La Farnesina aveva sconsigliato loro di partire in ogni modo; a meno di 24 ore dal volo persino una telefonata dal Ministero degli Esteri italiano ha raggiunto i due coniugi: “non andate, è pericoloso e non possiamo garantire la vostra incolumità”. Ma Marta Genova, giornalista, e suo marito Antonino Costa, fotografo, a questa bella storia tenevano troppo e così con le valigie cariche di attrezzatura, di passione e fede, sono volati alla volta di Juba, per raccontare e documentare, attraverso scatti fotografici, il progetto “Open Caps”. Tutto comincia in un paesino di poco più di mille anime in provincia di Palermo, Villaciambra, precisamente all’oratorio Don Bruno di Bella della Parrocchia Maria Santissima del Rosario. Durante la Messa domenicale, Marta e Antonino sono seduti tra i banchi della chiesa e dopo la benedizione sentono il parroco parlare della raccolta e della vendita di questi tappi di plastica dal risvolto “miracoloso”. Servono infatti a finanziare iniziative benefiche per persone fragili, povere, in condizioni di difficoltà, e stavolta hanno investito di solidarietà e speranza i ragazzi di un villaggio vicino la capitale del Sud Sudan, offrendo loro borse di studio presso la “Secondary School Bro. Augusto Memorial College

. I tappi di volta in volta vengono stoccati, con mezzi propri, auto, pulmini, in uno spazio messo a disposizione gratuitamente da un villaciambrese e svuotati in delle “Big Bags” del peso di 160-170 kg ciascuna. Queste enormi sacche sono poi trasportate in un’azienda della provincia che ricicla i tappi e rivende il semilavorato ad altre imprese, utilizzato per produrre oggetti di vario genere: tubi, utensili, complementi d’arredo. Negli anni passati, la vendita dei tappi ha permesso di ricavare delle somme piuttosto ingenti che sono state destinate alla promozione di attività a scopo benefico, solidale. Questa volta la solidarietà ha raggiunto Juba. (Vatican News)